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Teogonia II : la nascita degli dèi
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Teogonia II : la nascita degli dèi

Urano il primo figlio di Dio…

Urano il dio tra il cielo e la terra, non è forse Adamo? Gea la madre terra non è forse Eva? La storia del Libro della Genesi è molto simile a tanti racconti dei popoli mesopotamici, dai Sumeri agli Hittiti, dai Babilonesi agli Accadi, il mito si svela e si racconta tra i nodi della storia… Ed ora un breve riepilogo.

Il mito dei miti: Adamo o Urano?

Nella prima parte abbiamo visto come la nascita degli dèi nelle varie tradizioni religiose derivi, probabilmente, dal mito della Genesi o meglio dal mito del primo uomo: Adamo. Adamo è il primo figlio di Dio, il quale secondo don Guido Bortoluzzi è nato nel periodo geologico chiamato Eocene, ovvero nato circa 50 milioni di anni fa e che la parola stessa Eocene unisce due vocaboli del greco antico eos-Alba e kainos-nuovo. Quindi si potrebbe tradurre la parola con il significato: una nuova alba. La nuova alba potrebbe rappresentare, per certi versi,la stirpe dei Figlio di Dio, il quale capostipite Adamo ne rappresenta ma Adamo disubbidì a Dio e per essere indipendente dal Padre si congiunse con
Eva/LilithLa prima moglie malvagia di Adamo secondo il Talmud.
 (una creatura
subumanaIn questo caso come sinonimo di animale, in quanto Lilith non era una persona.
idonea per lo sviluppo dello zigote del primo uomo), dalla quale generò Caino.

Urano nella teogonia di Esiodo e il dio del cielo dei popoli mesopotamici

Urano, nella tradizione greca

Esiodo è un poeta greco le cui opere sono stimate tra il VIII e il VII secolo a.C., mentre la Teogonia è un poema religioso ed è la principale fonte della mitografia greca ed ellenica. Il poema prende ispirazione da un testo hittita scritto nel 1400 a.C., il quale narra che Anu il dio del cielo – Urano – fu evirato dal figlio (crono).
Lo stesso racconto è presente in un’altra opera da cui il testo hittita prende ispirazione, un testo del popolo hurrita che risale al terzo millennio a.C. Lo stesso Anu è il dio supremo della religione babilonese. La stessa divinità è presente anche nei Sumeri e quindi il mito stesso di Urano è molto antico considerando che il popolo Sumero risale almeno al 6000 a.C.
In realtà riguardo al dio Urano esistono moltissime tradizioni e altrettante descrizioni. Interessante è anche quella riferita da Diodoro Siculo riguardo a questo dio. Costui sarebbe stato il primo re degli Atlanti, un popolo molto pio e giusto, che abitava sulle rive dell’Oceano. Egli avrebbe insegnato loro a coltivare la terra, a vivere civilmente ed avrebbe inventato il calendario secondo il movimento degli astri.

Urano e Gea sono Adamo e Eva?

Bassorilievo raffigurante le due divinità

Il primo degli dèi greci fu Caos. Tra gli studiosi c’è discordanza se questo ‘Caos’ fosse uno spazio aperto, il vuoto, oppure una divinità suprema. Se inteso come nell’ultimo caso, la teogonia assume una caratteristica delle religioni monoteistiche, ovvero l’esigenza di un Dio preesistente alla creazione. Gea sorse dal Caos immortale e fu la progenitrice di tutti i Titani e gli Dèi dell’Olimpo. Si nota, quindi, un forte parallelismo con Eva la madre di tutti i viventi.
Gea generò Urano che, come Adamo, si unì “incestuosamente” alla madre da cui generò mostri: i titani. I primi Titani sono chiamati “Ecatonchiri” e considerati dei mostri, perché avevano
cento braccia e cinquanta testeUn aspetto fisico che rappresenta l'apoteosi della deformità, dell'innaturale.
. Queste figure ricordano molto anche alcune divinità induiste tra cui spicca la dea Kālī. Urano infine esilierà i suoi figli nel 
TartaroUn luogo sotterraneo e privo di luce, simile agli Inferi.
per paura di essere spodestato. Quest’ultimo racconto è un’ulteriore analogia con la rivelazione della Genesi, la quale racconta dell’esilio dal Giardino di Eden, nel caso di don Guido Bortoluzzi di Caino ed Eva/Lilith allontanati da Adamo, non che delle future lotte tra i Figli di Dio e le loro
discendenze illegittimeIbride.
con le figlie degli uomini (
Gen 6, 1-4

Genesi 6:1-4

Corruzione del genere umano
(Es 34:15-16; 2Co 6:14-18)(Sl 14:1-4; Ro 3:10-18)
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, 2 avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. 3 Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».
4 In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.

).

Una tavola del fumetto “Noè“, basato sulla storia Noè nel tempo che precede il Diluvio, da cui fu tratto il film di Darren Aronofsky

Conclusione

Un’illustrazione che rende bene l’idea della lotta tra i Figli di Dio e gli abominevoli figli di Urano

È impressionante notare come la mitologia presente in varie civiltà descriva sempre, almeno nella sua struttura principale, il medesimo racconto. Ossia di come la storia di questi popoli suggerisca un solo capostipite: Adamo, che peccò dando origine ad una stirpe innaturale. Ma non solo, di come la specie umana si sia inquinata geneticamente, perdendo così le sue caratteristiche “divine” – o le sue “fattezze” originarie – e, precisando che questa perfezione originaria non vada vista come una scusa per speculare su di una razza superiore o puerili discorsi di eugenetica, la perfezione di una razza rappresenta il “vero”, i suoi attributi reali ed originari, ciò per cui era stata creata.
Ad oggi qualsiasi uomo o donna sente tutta quella mancanza, quel qualcosa che non va. Lo sente, anche nel corpo o nella carne, che c’è un vuoto tra noi e la nostra originaria perfezione, tra noi come popolo e la nostra vera identità di popolo di Dio. Il termine esatto è Figli di Dio in contrapposizione a figli degli uomini. Quest’ultimi, non sono altro che persone ferite da un retaggio di bestialità e da una debolezza psicofisica che ne ha minato la dignità e compromesso il rapporto con Dio.
[…] la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. ~ Galati 5, 16-17
Francesco: “[…] a tutto questo si oppone la condizione di figli, che è la nostra vocazione originaria, è ciò per cui siamo fatti, il nostro più profondo DNA, che però è stato rovinato e per essere ripristinato ha richiesto il sacrificio del Figlio Unigenito.” (Omelia della Messa di Pentecoste, 2016)
L’uomo come tutti gli esseri viventi nacque già adatto al contesto. Anzi, il mito a volte conferma e a volte suggerisce come “dietro” al racconto della origini ci fosse stato un atto creatore e di come questo nella libertà che Dio ci donò fu “corrotto”. La corruzione biologica della razza umana, quella che viene definita
concupiscenzaL'inclinazione al male a partire dal nostro concepimento, ossia la natura umana corrotta.
 è un dato di fatto di cui i miti raccontano. In aggiunta a ciò, la biologia e la genetica stanno pian piano dimostrando questo processo d’ibridazione e di come l’uomo derivi da qualcosa di molto Superiore.
Terza parte
Nella terza parte ci addentreremo nell’antica civiltà sumera e parleremo di Enki, Enlil, della loro storia, dei loro forti parallelismi tra le loro personalità, come quasi fossero una sola entità! Parleremo della prima donna che nacque da Eva (o Lilith?), la quale ha il suo corrispettivo sumero Ninti, ovvero “colei che dà la vita“, naturalmente senza tralasciare lui: Adam, il signore della terra.
5 Luglio 2017

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