Peccato Originale
La Pasqua del Signore è davvero necessaria?
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La Pasqua del Signore è davvero necessaria?

Nella Pasqua il mistero e soluzione alla caduta dell’uomo?

La Pasqua del Signore è davvero necessaria? Perché Gesù è dovuto morire per noi? Facilmente si risponderebbe così Gesù è morto per salvarci e per darci la vita eterna, ma questa risposta a più, ai non credenti e parte dei credenti inclusi, potrebbe non bastare del tutto. La Pasqua lo dico fin da subito non è necessaria ma determinante, la Pasqua come vedremo è la soluzione al mistero del peccato originale
peccato originale

Il peccato commesso da Adamo, il primo uomo, che ha deturpato la natura umana.
. La caduta dell’uomo come sappiamo è stata narrata in diversi miti teogonici come ad esempio la Teogonia di Esiodo o come la Teogonia Sumera; la stessa scienza dopo decenni ammette la possibilità che l’evoluzione sia più il derivato da incroci di diverse razze
razze

Studi non tanto recenti hanno evidenziato come gli H.Sapiens si siano congiunti con i Neanderthal.
.
La caduta dell’uomo nella “Genesi Biblica” di don Guido avvenne per colpa del primo figlio di Dio, Adamo, il quale volle creare una sua discendenza, ma la sua superbia diede origine solo ad incroci, ibridi umani. Ossia noi figli degli uomini. Interessante notare che tra i tanti significati che può avere la parola Adamo vi è “uomo”, Adamo era una creazione di Dio Padre, l’uomo odierno invece una, così dire, creazione di Adamo, ovvero figli dell’uomo, dunque figli di Adamo. In questo articolo parleremo quindi del male, della sua origine e della sua soluzione.

Il peccato originale favoletta o realtà evidente?

Nella Cappella Sistina il diavolo tentatore ha fattezze antropomorfe…

In questa epoca parlare del peccato originale non suona soltanto come un argomento anacronistico e fantasioso, ma come qualcosa di non determinante se non addirittura inutile. Il peccato originale invece è la chiave per capire il mistero del male, della prevaricazione dell’uomo sul creato, dei delitti, delle ingiustizie, delle malattie.
L’uomo si dice evoluto, progredito… ma è davvero cosi?
Se ci guardiamo con occhi sinceri alcuni animali hanno meno malanni di noi e sono in armonia con il mondo. L’uomo dall’altro canto sembra una scheggia impazzita in questo bel pianeta che noi chiamiamo terra: guerre, devastazioni, genocidi, quello che conta è la supremazia sull’altro, l’interesse economico, il possesso, tutto in funzione non per amore del prossimo ma del guadagno personale o per mera vanità. Mi rendo conto che parlo di me stesso e delle volte non si ci riesce neanche più a stupirsi di un fatto di cronaca nera… il male è qualcosa di assodato, c’è, esiste. È l’unica certezza.

Il peccato originale nella Bibbia e alcune scomode domande su Dio…

Il peccato originale nei primi capitoli della Genesi 2, 1-25; 3, 1-24

Genesi 2:1-25

(Es 20:8-11; Is 58:13-14) Mr 2:27
1 Così furono compiuti i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. 2 Il settimo giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva creata e fatta.

Ge 1:26-28; 1Co 15:45-49
4 Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati.
Nel giorno che Dio il SIGNORE fece la terra e i cieli, 5 non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna. Nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché Dio il SIGNORE non aveva fatto piovere sulla terra, e non c'era alcun uomo per coltivare il suolo; 6 ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo.
7 Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente.

Ap 22:1-2; 2:7
8 Dio il SIGNORE piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. 9 Dio il SIGNORE fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. 10 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, e di là si divideva in quattro bracci. 11 Il nome del primo è Pison, ed è quello che circonda tutto il paese di Avila, dove c'è l'oro; 12 e l'oro di quel paese è puro; qui si trovano pure il bdellio e l'ònice. 13 Il nome del secondo fiume è Ghion, ed è quello che circonda tutto il paese di Cus. 14 Il nome del terzo fiume è Chiddechel, ed è quello che scorre a Oriente dell'Assiria. Il quarto fiume è l'Eufrate.
15 Dio il SIGNORE prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, 17 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».

(1Co 11:7-10; 1Ti 2:11-13)(Ef 5:22-33; Mt 19:3-9)
18 Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui». 19 Dio il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato. 20 L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l'uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui. 21 Allora Dio il SIGNORE fece cadere un profondo sonno sull'uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d'essa. 22 Dio il SIGNORE, con la costola che aveva tolta all'uomo, formò una donna e la condusse all'uomo. 23 L'uomo disse: «Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall'uomo». 24 Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne.
25 L'uomo e sua moglie erano entrambi nudi e non ne avevano vergogna.

Genesi 3:1-24

Il peccato di Adamo e la prima promessa
Mt 4:1-11 (2Co 11:3; 1Ti 2:14) Mt 6:13
1 Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» 2 La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"». 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».
6 La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò.

Gm 1:13-15 (Ro 5:12-21; 8:20-22)
7 Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s'accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. 8 Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino.
9 Dio il SIGNORE chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?» 10 Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto». 11 Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell'albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» 12 L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato». 13 Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».
14 Allora Dio il SIGNORE disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, sarai il maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le bestie selvatiche! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. 15 Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno». 16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te». 17 Ad Adamo disse: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi; 19 mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai».
20 L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché è stata la madre di tutti i viventi. 21 Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.
22 Poi Dio il SIGNORE disse: «Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre». 23 Perciò Dio il SIGNORE mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. 24 Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.

sappiamo tutti più o meno cos’è: Dio padre dopo aver creato il mondo creò Adamo ed Eva. Eva convinta dal serpente porse ad Adamo il “frutto” proibito e quindi ne mangiarono entrambi. Già nel IV secolo i padri della Chiesa identificano nei primi capitoli della Genesi due stirpi: i figli di Dio con la stirpe di Set (poi estinta) e noi come figli degli uomini discendenti da Caino.
Ora facciamoci qualche domanda, senza paura.
Dio perché dopo aver creato il mondo e preparato un bel giardino come l’Eden per far prosperare Adamo ed Eva vi pose anche il serpente?
Non è come affidare due bambini ad un criminale e per giunta manipolatore? Quale padre veramente buono farebbe questo?
Dio è sommamente buono, onniveggente, sapeva fin da principio che Adamo avrebbe peccato e avrebbe, quindi, causato il peccato originale con la conseguente caduta dei Suoi Figli, sapeva che ne sarebbe nata una stirpe, la nostra, impossibilitata ad entrare in cielo, perché priva di quelle caratteristiche proprie dei Figli di Dio e per di più inclini al male per natura e, sopratutto, impossibilitati ad accogliere lo Spirito Santo.
Dio come dice giustamente San Timoteo non tenta al male, non fa il male e non ti mette in condizione di poterlo fare, quindi non può essere una sua iniziativa e neanche una cosiddetta “prova”, farlo significherebbe dire che Dio è l’origine del male.
L’uomo di fede o “non” può essere provato da Dio, ma ricordiamo che lì eravamo nel punto più alto della creazione, tutto era ancora incontaminato e l’uomo non doveva e non aveva bisogno di redimersi da nulla, era l’apice della perfezione del creato.

La rivelazione di Dio Padre a don Guido Bortoluzzi cambia tutto…

Don Guido Bortoluzzi tra il 1968 e il 1972 ebbe 8 rivelazioni da Dio Padre, in questa breve sintesi vi racconterò cosa successe all’alba del genere umano. In quel tempo antichissimo vi era una razza denominata ancestre, in quella la razza vi era un individuo femmina che si differenziava dalla sua razza perché adatto ad ospitare la creazione di una nuova specie.
Quell’ancestre era il ponte tra gli animali e i futuri figli di Dio, quella creatura oggi la conosciamo con il nome biblico di Eva!
Eva!

Dall'ebraico Hawāh, dalla radice ḥāyāh ‘vivere’; propr. “madre dei viventi”
Nell’utero di Eva venne creato sia l’ovulo che lo spermatozoo e così nacque da lì a poco una nuova creatura: il capostipite dei figli di Dio, Adamo. Adamo crebbe accudito da Eva ed in comunione con Dio Padre il quale lo istruiva per vivere ed adattarsi al paradiso terrestre, l’Eden. Adamo desiderava coopartecipare alla creazione divina e generare una propria discendenza, ma ancora non c’era realmente una “donna” che lo corrispondesse. Dio accolse questa sua richiesta e fece scendere un torpore su Adamo. Eva quindi si congiunse con Adamo e da lì nacque la prima donna. In quel caso solo l’ovulo venne creato da Dio il resto lo fece il seme del primo figlio di Dio.
Pertanto Adamo avrebbe dovuto aspettare che la prima donna diventasse adatta per concepimento, ma lo cose andarono diversamente…

Chi era il serpente?

Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». ~ Genesi 2, 16-17
Nel cuore di Adamo germogliava pian piano la superbia, un albero a seconda dell’albero da diversi frutti, Adamo aveva capito che Eva era quell’albero. Lui era il frutto di Eva ed Eva era un animale, un animale a cui Dio aveva dato la possibilità di partorire un frutto diverso, lui.
Dio nel frattempo istruiva Adamo e lo incoraggiava a prendere ad amare tutto il creato. ~ Gen 2:19

Genesi 2:19

Dio il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato.

Adamo non seppe godere di questo privilegio fin in fondo ed incominciava a vedere Eva come “il mezzo” per poter fare da solo, Eva gli avrebbe mostrato quindi la possibilità di capire…
[…] ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti. ~ Genesi 2, 17
Eva divenne quindi la tentazione di Adamo. Ma, lo ricordiamo, si trattava si una creatura sub-umana, cioè di un animale, l’animale che Dio aveva predisposto per essere la creatura che avrebbe partorito la prima coppia di Figli di Dio. Eva probabilmente era l’animale più intelligente prima della nascita del primo figlio di Dio, il più adatto per allevare un bambino.
«Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio» ~ Genesi 3, 1

In alcune immagini iconografiche o simboliche, Eva è raffigurata vicino al serpente, o il serpente stesso ha un volto da donna, quasi a dimostrare come sia poco chiara l’identità della creatura che tentò Adamo

Eva è quindi il serpente biblico, Eva era lo strumento per la creazione di una nuova stirpe, quella dei figli di Dio.
Nell’antichità il serpente non era considerato un simbolo negativo, anzi veniva spesso indicato come simbolo di saggezza e di vita ma alcuni serpenti come sappiamo possono dare anche la morte tramite un morso velenoso. Quindi il serpente è di per se un elemento neutro come Eva, può essere fonte di vita o di morte. L'albero del bene o del male
L'albero del bene o del male

ricorda chiaramente le due stirpi di Adamo una angelica con la stirpe dei figli di Set ed una corrotta quella dei figli degli uomini
e Adamo presto avrebbe potuto vedere la scelleratezza del suo gesto.

Il peccato di Caino

Adamo quindi disubbidì e si congiunse con Eva, ma questa volta non nacque un figlio di Dio, fu invece generata una creatura ibrida, una creatura che non era né un ancestre, né un figlio di Dio, cioè nacque Caino, che come sappiamo era incline al male Genesi 4, 3-7

Genesi 4:3-7

3 Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un'offerta di frutti della terra al SIGNORE. 4 Abele offrì anch'egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il SIGNORE guardò con favore Abele e la sua offerta, 5 ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto. 6 Il SIGNORE disse a Caino: «Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? 7 Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»

per un disordine genetico che lo rendeva incapace di accogliere lo Spirito di Dio e di discernere tra il bene e il male.
Caino come abbiamo potuto leggere grazie a don Guido portava in sé il seme della concupiscenza, non era in armonia con sé ne con gli altri, sbirciava le nudità della prima donna e provava rancore verso Abele che era certamente il favorito. Caino era vistosamente brutto, non aveva il dono della parola ma era certamente più intelligente di un ancestre e soffriva verosimilmente e consapevolmente di un certo grado di inferiorità verso i suoi familiari. La prima donna era per Caino una sorellastra
sorellastra

Entrambi avevano per padre Adamo.
e lui la desiderava
desiderava

Adamo e la prima donna furono quindi costretti a coprire le proprie nudità, come riportato dalla Scrittura
, e lei la prima donna era la madre di Abele al quale offriva sicuramente tutto il suo amore materno scatenando pur non volendo la gelosia di Caino. Caino purtroppo non seppe dominare il suo istinto e la sua natura. Quindi approfittò di Abele e lo uccise. Adamo si disperò e con rabbia verso Dio promise che non avrebbe più dato alla luce nessun figlio a parte Set che in quel momento cresceva dentro il ventre della prima donna.

La stirpe maledetta

Un dettaglio de “La cacciata dei progenitori” di Masaccio, mostra la sofferenza sul volto dell’umanità che ha perduto la grazia di Dio. La caduta di Adamo ferì in primo luogo la prima famiglia, determinò grande sofferenza nella stirpe di Set e altrettanto dolore nella bestialità della stirpe di Caino.

Caino venne cacciato via dalla terre abitate da Adamo e certamente in seguito incontrò Eva/Lilith, con la quale ebbe la sua discendenza. La discendenza di Caino, inizialmente non del tutto distinguibile dagli ancestri, venne poi utilizzata dai futuri figli di Dio per creare una stirpe di servitori probabilmente per una o due ragioni. La prima che gli ancestri in qualche modo furono sterminati tutti da Adamo dopo la ribellione e vennero così a mancare quelle creature che in qualche mondo per istinto servivano i Figli di Dio, la seconda ipotesi è che volessero creare una servitù più intelligente da poter sfruttare per lavori più complessi.
Quella stirpe la conosciamo bene , siamo noi figli degli uomini.
Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. ~ Genesi 6, 1-4
Soffermiamoci ora su qualche frase per rendere meglio l’idea parte: “i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero”
L’aggettivo “belle ” può essere tradotto anche come buone, desiderabili adatte quindi allo scopo il quale ora ci è ben noto.
Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». I figli di Dio erano probabilmente immortali, i quali avevano dei doni per noi considerati soprannaturali che vanno oltre la nostra immaginazione, ma ne possiamo dedurre che raggiunta un certa età, ma sopratutto una certa comunione con Dio, ascendevano al cielo diretti verso la patria beata, in modo analogo a quello della Santissima Madre di Dio, di Enoch, Elia o altri personaggi biblici. I figli degli uomini invece non hanno questa capacità e in oltre avevano perso la possibilità di essere con Dio e quindi adatti al regno dei cieli.
Quindi la stirpe dei figli degli uomini non avendo le capacità e le grazie necessarie che fine fanno una volta deceduti in questo mondo?

Destinati agli inferi…

Gli inferi presenti nel credo sancito con diversi dogmi sia nel Concilio di Nicea e Costantinopoli hanno più di una corrispondenza con lo Sheol, l’inferno ebraico. Sheol significa il “posto dei morti sottoterra” o “regno dei morti“. “L’inferno” etimologicamente parlando significa la stessa cosa:
infèrno1 agg. [dal lat. infernus «che si trova in basso; infernale; dell’Averno», der. di infĕrus «che sta sotto, in basso»] ~ dizionario treccani
Gli inferi come il termine Sheol indica qualcosa di più ampio, gli inferi sono gli dei o gli uomini che abitano l’oltre tomba è quindi identifica sia un luogo, ma anche il regno di creature sia divine (angeli ribelli) che di uomini un tempo mortali.
La natura stessa dei figli degli uomini non è adatta per entrare nel regno dei cieli, perché la stessa natura è incline al male e non possiede la comunione con Dio per elevare l’anima a quel grado di perfezione necessaria ad entrare nell’eterna comunione con Dio Padre. Negli inferi per tanto non sono presenti solo chi è incline al male o propriamente malvagio ma anche tutti quei giusti che non possiedono il battesimo.
La Scrittura chiama inferi, Shéol il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio. Tale infatti è, nell’attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti; il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel «seno di Abramo». «Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù disceso all’inferno». Gesù non è disceso agli inferi per liberare i dannati né per distruggere l’inferno della dannazione,  ma per liberare i giusti che l’avevano preceduto. ~ Catechismo della Chiesa Cattolica
Il battesimo imprime all’anima quel carattere immutabile di figli di Dio che fa si che l’anima possa ricevere lo Spirito di Dio ed elevarsi verso il Suo regno.
Quindi per certi versi non avere un battesimo significa anche avere una diversa natura, la quale determina cosa puoi o non puoi fare. Ad esempio è come se una vecchia fiat 500 volesse volare come un jet supersonico ma realisticamente non può, il battesimo fa questo ti da la possibilità di trasformare la tua natura in modo tale che quella vecchia fiat 500 diventi realmente un jet che possa finalmente liberarsi in cielo.

La redenzione

Dio essendo un Padre buono sapeva fin da principio che la razza umana generata da Adamo non aveva la possibilità di “vivere” eternamente e che, anzi, molti di loro si sarebbero stati per sempre infelici, perché “morti” spiritualmente a causa della loro natura. Quindi elaborò un piano di salvezza per i figli degli uomini che preannunciò fin da subito e in Genesi stessa possiamo leggere:
Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” ~ Genesi 3,15
Secondo l’esegesi questo è il primo riferimento messianico, in quanto la donna rappresenta sia la progenitrice dell’umanità ferita e insidiata dal peccato, sia la donna che in riferimento alla Vergine Maria partorirà il Cristo, il quale pur ferito dal serpente lo vincerà.
Ma perché mandare suo figlio? Perché è dovuto morire per noi?
Adamo aveva la possibilità di creare una discendenza a Dio ma sappiamo che le discendenze furono principalmente due, quella di Set (i figli di Dio) e i figli degli uomini.
Ma i figli degli uomini lo abbiamo capito non erano nobilitati nella loro natura e quindi come già detto erano spiritualmente morti, la sovranità sulla stirpe degli uomini era di dominio della “morte”, quindi era necessario che qualcuno superiore a questa legge (Cristo Re) nobilitasse
nobilitasse

Solo la sovranità di Cristo poteva essere superiore a quella di un capostipite di quel re decaduto qual'era Adamo che ebbe la colpa di introdurre la morte nel mondo
l’uomo a rango dei figli di Dio
, facendo diventare i figli degli uomini suoi figli e quindi in comunione con il Padre e suoi fratelli in comunione con Lui il Cristo, queste due relazioni tra Padre e il Figlio in noi avrebbero permesso la venuta dello terza persona: lo Spirito Santo, che avrebbe reso il corpo la mente e l’anima in grado di partecipare all’eternità con la Santissima Trinità rendendo l’uomo capace di essere in unione ipostatica
ipostatica

«Il Verbo, unendosi ipostaticamente una carne animata da un'anima razionale si fece uomo in modo ineffabile e incomprensibile e si è chiamato figlio dell'uomo, non assumendo solo la volontà e neppure la sola persona. Sono diverse, cioè, le nature che si uniscono, ma uno solo è il Cristo e Figlio che risulta non che questa unità annulli la differenza delle nature ma piuttosto la divinità e l'umanità formano un solo e Cristo, e Figlio, che risulta da esse.» (Concilio di Efeso, Seconda lettera di Cirillo a Nestorio)
con Dio.

Ma dove accade questo passaggio?

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».  Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.  Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.  Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» Mt 3, 13-17
In quel passaggio Dio si rende simile agli uomini e prende su di se il loro destino infelice, infatti Gesù chiama esso stesso figlio dell’uomo, un figlio di Adamo. Cristo è e sarebbe stato e sarà colui che avrebbe preso su di se tutta l’umanità ferita dal peccato originale e che grazie al suo battesimo avrebbe preso possesso e purificato tutta la discendenza di Adamo, non solo, avrebbe attirato su di se il male di ogni tempo. Naturalmente questo processo di resistere alla nostra natura e quindi di purificarsi è sempre in relazione con Dio ed ognuno è libero se aderire o non aderire a questa incredibile possibilità.
Interessante ricordare che Gesù è anche il corpo mistico della Chiesa e che quindi ogni nostro corpo è collegato al Santissimo corpo del Cristo difatti noi siamo il suo tempio, ogni qualvolta noi pecchiamo il male non colpisce solamente noi ma Cristo stesso e solo quindi con il sacramento della confessione è possibile ristabilire la grazia del battesimo che senza la quale ci fa ricadere al rango di creature ribelli a Dio e quindi spiritualmente morte e destinate agli inferi.

Conclusione

Un affresco di Federico Zuccari sulla resurrezione di Lazzaro, pittore italiano, esponente del manierismo.

La Pasqua ci ricorda con il sacrificio di Cristo che in questo mondo combattono varie forze, che il male è qualcosa di evidente.
Adamo come abbiamo visto diede al via alla più grande tragedia di sempre quella di essere separati dalla fonte dell’Amore che poi è Dio stesso.  La Pasqua finalmente rivela per intero il piano di salvezza operato da Dio fin da principio, con la Pasqua di Gesù viene manifestata la più grande opera di misericordia di Dio ovvero quella di amare e prendere quindi per se un popolo che per natura non era destinato ad essere felice ma anzi un popolo che vista la sua inclinazione al male avrebbe ingrossato le fila degli inferi e dei suoi padroni: gli angeli ribelli.
Abbiamo visto che il male come diceva bene S. Agostino non esiste è non essere, lo stesso serpente che in qualche modo poteva essere un capo di accusa verso Dio semplicemente era uno strumento una creatura di Dio. Eva quindi divenne l’oggetto del desiderio di Adamo, quindi Adamo non utilizzò il suo dono conforme alla volontà di Dio che essendo perfetta è il sommo bene per tutti ma l’utilizzò per se stesso condannandoci tutti, almeno fino all’avvento di Cristo.
Un altra sottile tentazione potrebbe essere appunto quella della gnosi della conoscenza che ci salva, ma Adamo appunto non si è allontanato per la sua superbia e per le sue presunte conoscenze?
La gnosi è una tesi che rende indeterminato il “bene” nel senso che sia il “bene” che il “male” sono uguali anzi a volte sembrerebbe che il male sia necessario per arrivare al vero bene ma il male in un ottica di verità non mai una libertà. Il male quindi non era necessario era ed è una “non scelta“, ma la scelta divenne concreta nel momento in cui Adamo non si fidò di Dio rendendo il male come qualcosa di tangibile, perché chi si fida è già libero e tutto ai suoi occhi è buono, chi non si fida invece non è libero ma si affida a se stesso alle sue conoscenze e crede solo attraverso di esse. Questo è il principio della gnosi, cioè il raggiungimento della salvezza non restando in relazione con Dio, ma acquistando una consapevolezza prima inaccessibile.
L’uomo si salva attraverso una relazione. E quella relazione è Cristo.
Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale, poiché sta scritto che  il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita.  Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo.  Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti.  E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste.  Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità. Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,  in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.  È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? Corinzi 15, 44-57
1 aprile 2018

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Admin Staff Amministrativo di Peccato Originale, autorizzato a rappresentare l'intera Redazione.


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