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Qual è il segreto delle parabole di Gesù?
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Qual è il segreto delle parabole di Gesù?

Nessun segreto… basta saper leggere!

Sfruttiamo il Vangelo di oggi
Vangelo di oggi

26/07/2018
, Matteo 13, 10-17

Matteo 13:10-17

10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?» 11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono. 14 E si adempie in loro la profezia d'Isaia che dice:
"Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;
guarderete con i vostri occhi e non vedrete;
15 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile:
sono diventati duri d'orecchi e hanno chiuso gli occhi,
per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi,
e di comprendere con il cuore
e di convertirsi, perché io li guarisca
".
16 Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono! 17 In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono.

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In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».
Gesù: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!”

Perché Gesù parlò in parabole?

Questo articolo del sito di don Bosco affronta bene l’argomento

Ho ascoltato e letto molte catechesi riguardo le ragioni per cui Gesù parlava in parabole. Molti oggi usano un termine ben preciso: teologia narrativa. In realtà è un parolone di cui gli esegeti spesso abusano, essendo quest’ultimi ben lontani dal comprendere quale sia l’essenza stessa della narrativa e delle sue regole tutt’altro che scontate ai non avvezzi del mestiere. Un teologo o un biblista, piaccia o no, non è un narratore. Personalmente nel mio blog ho un’intera sezione dedicata all’esegesi narrativa, presente in opere sia cristiane che profane, secondo un punto di vista che è il mio: quello di uno sceneggiatore ed appassionato di narrativa. Qualsiasi opera, anche la più profana, può parlare di Dio anche senza che l’autore ne sia consapevole. È il fine del racconto: trattare dell’esistenza. E non esistono racconti “non religiosi”, mi dispiace per gli atei. Anzi, no! 😛 In realtà leggendo Matteo 13, 10-17

Matteo 13:10-17

10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?» 11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono. 14 E si adempie in loro la profezia d'Isaia che dice:
"Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;
guarderete con i vostri occhi e non vedrete;
15 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile:
sono diventati duri d'orecchi e hanno chiuso gli occhi,
per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi,
e di comprendere con il cuore
e di convertirsi, perché io li guarisca
".
16 Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono! 17 In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono.

c’è ben poco da interpretare: le parabole hanno una funzione pedagogica, cioè servono a rendere concetti difficili più comprensibili per mezzo di racconti. Alcune parabole sono piuttosto facili da capire, altre richiedono un ulteriore sforzo, affinché l’ascoltatore non faccia l’errore di ricevere una risposta semplice e preconfezionata. Gesù, infatti, intende stabilire con chi lo ascolta una relazione, non un indottrinamento. Pertanto invita ad entrare in relazione con la sua parola. Tuttavia, al di là di questo concetto anti-gnosi, alcune parabole sono davvero comprensibilissime e di una profondità che solo i più ottusi non colgono. Gli apostoli, che spesso rientravano in quest’ultima categoria, pertanto arrivarono a chiedere a Gesù perché parlava in parabole e spiegava solo ad alcuni il senso che si nascondeva in esse. Gesù, come visto sopra, rispose così:
Gesù: “Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.”
In pratica, la risposta è la seguente: vogliono sentire solo ciò che fa loro comodo. È stato così non solo per Gesù ma per buona parte dei profeti, dei mistici di ogni tempo e per grandi segni storici come lo fu l’apparizione di Fatima nel secolo scorso, di cui tutt’ora non se ne comprende il senso. Con don Guido è un po’ la stessa cosa: ci costringe a mettere tutto in discussione. Ma proprio tutto. Allora è un falso profeta! Fine dei non-ragionamenti. Lo stesso vale per i non credenti naturalmente, attaccati al loro punto di vista, alla loro zona di comfort dove possono decidere da soli ciò che è giusto e sbagliato, convinti di pensare con la loro testa. Tutti, in realtà, hanno una precisa cosmogonia in testa che detta il loro credo. Eppure sapersi mettere in discussione è, al di là di tutto, una grande avventura che permette sempre di crescere ed empatizzare con il prossimo.

Conclusione

Ergo, Gesù parlava in parabole per venirci incontro. Tutto qui. Preparava le persone a capire concetti profondi con storie semplici od esempi capaci di farci assimilare la Verità, entrando in relazione con le sue parole piuttosto che imporci precetti. Tuttavia, Gesù sapeva che alcuni non avrebbero capito in ogni caso. Infatti, quando parlò schiettamente
quando parlò schiettamente

Sono il Figlio di Dio.
, fu brutalmente respinto e ammazzato. Lo stesso accadde a tanti sia prima che dopo di Lui.
Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.” (Luca 9, 23-24)
Le croci nella vita sono tante, ma la prima a cui allude Gesù è l’incomprensione rispetto a chi vuole delimitare i propri orizzonti per pura comodità od ideologia. Noi proponiamo questo:
“Io ho detto: voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo” ~ Salmo 82, 6
Nessun uomo, Dio Padre generò Figli di Dio: dèi. Gesù è il “Nuovo Adamo” perché il primo figlio di Dio non adempì al suo compito. Infatti gli uomini o i figli degli uomini (cioè, figli di Adamo) arrivarono dopo la propagazione delle conseguenze del peccato primordiale: il peccato che solo il primo figlio di Dio poteva commettere. E noi non vi chiediamo nemmeno di accettare tutto questo per fideismo, ma di scoprirlo partendo da una storia. La fede è un dono di Dio, ma parte da una storia. Questa è la vera “teologia narrativa”. 😉
26 luglio 2018

Informazioni sull'autore

Alex Pac

Alessandro Pacifico Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi grazie a don Guido Bortoluzzi, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. La mia passione per la scrittura e la sceneggiatura comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.


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