Peccato Originale
L’origine dell’uomo ibrido
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L’origine dell’uomo ibrido

Voto: ★★

origine uomo ibrido

La copertina de “L’origine dell’uomo ibrido”

“L’origine dell’uomo ibrido” è un saggio che si propone di ripercorrere e di svelare la vera storia dei primi capitoli della Genesi. Pertanto noi di Peccato Originale non potevamo astenerci dal recensirlo, analizzarlo e discuterlo.
Tutto il testo è indubbiamente ispirato alla rivelazione di don Guido Bortoluzzima a parte l’entusiasmo iniziale per l’opera del prete bellunese, per noi di Peccato Originale non risulta convincente né condivisibile in alcuni contenuti.
Il libro ha il pregio di avvicinare il lettore all’argomento della protologia
protologia

Lo studio delle origini.
con un approfondimento scientifico e antropologico, ponendosi delle domande essenziali. Ossia chi e cosa ha commesso questo peccato presente in tutta la letteratura antica? Perché ha provocato la caduta di tutto il creato? Ma, sopratutto, in cosa consiste realmente? Cos’è successo in quel tempo in cui Neanderthal, Denisova e altre tipologie umane hanno convissuto? Cosa ci offre la scienza odierna sul mistero delle origini?
Il metodo storico critico di cui l’autore va fiero, è, qualche volta, usato come pretesto per tenere in piedi teorie sull’interpretazione della Scrittura non sempre convincenti, almeno se si parte dal presupposto che don Guido sia la base da cui partire. Ad esempio, ne dico una tra le tante interpretazioni presenti nel libro, Lilith
Lilith

La creatura subumana che portò in grembo i primi due Figli di Dio e che con Adamo generò Caino.
è associata al serpente non perché aveva un’andatura serpentina, come descritta da don Guido e probabilmente anche da Mosè, ma perché legata alla simbologia religiosa dei Cananei… Diciamo che, volendo, una cosa non esclude necessariamente l’altra, ma prendere in considerazione solo il secondo dato per scavalcare don Guido così, come se nulla fosse, ci delinea il problema di fondo a cui alluderemo più avanti…

Il male era… necessario?!

Lilith bassorilievo

Un basso rilievo di Lilith

Dunque, se da un lato “L’origine dell’uomo ibrido” ci pone delle domande interessanti e ha il pregio di avvicinare il lettore all’argomento, dall’altro ha il difetto di sviluppare la tesi di un “male necessario” o la più sottile di un “non peccato originale”, in quanto il peccato di Adamo stesso sarebbe stato necessario. Difatti verso la fine del libro, nell’ultimo capitolo, l’autore considera Lilith “teologicamente necessaria”. Lilith è il serpente della Genesi, la “prima moglie” di Adamo nel Talmud, che nella rivelazione di don Guido Bortoluzzi coincide con l’ancestre subumana che portò in grembo i primi due Figli di Dio e che con Adamo generò Caino.
Ora questo per chi ci capisce un po’ di teologia – ma anche di logica spicciola! – ha delle conseguenze assai discutibili… se non addirittura preoccupanti! Infatti Di Luciano a pagina 271 sostiene che l’ibridazione sarebbe un bene permesso in vista di qualcosa di più grande. Ok! Ma quale sarebbe questo bene più grande? La risposta la si ottiene se si sommano gli autori che Di Luciano sceglie di citare nel suo libro: Vito Mancuso, Haag, alcuni dei fautori dell’idealismo come Kant, ma soprattutto la Madame Blavatsky, nota per aver fondato la Teosofia. (La Blavatsky, non a caso, vedeva nel serpente della Genesi il vero portatore di luce. Ovvero Satana, il serpente biblico benefattore che avrebbe liberato l’uomo dal Dio falso e invidioso, credeva negli extraterrestri, adorava Lucifero, faceva la spiritista per passione, ma parlava anche di ibridi… dunque sì, citiamola!) Cosa si ottiene così facendo? Beh, un libro stracolmo di citazioni e di autori che vengono riportati non per quello che pensavano o asserivano davvero, ma per fare un collage che porti nella direzione voluta da Di Luciano: “basta guardarsi con occhi diversi.” Ovvero, in altre parole la Gnosi
Gnosi

Da parte dell'uomo, basta la conoscenza. Sarà quest'ultima a fare la differenza.
. E la storia della salvezza? Cristo in questo quadro come si inserisce? E i Figli di Dio? Irrilevante, perché seguendo questo ragionamento, Caino non ha colpe, dunque non crucciatevi! Siamo tutti già in salvo. Datevi al bridge e vivrete meglio piuttosto che leggervi dell’inutile mistica. Eh sì, la grande assente da questo libro è proprio lei: la mistica, oltre che la metafisica. Si tratta di un libro che affronta il più grande dei temi, quello della caduta, solo su di un piano materialistico (ma, come detto sopra, l’autore direbbe “scientifico o antropologico”), lasciandoci capire che di don Guido non ha colto la cosa più interessante: la Dottrina del peccato originale non è vera in quanto siamo ibridi, ma perché esiste una realtà più grande, di cui Adamo è solo la punta dell’iceberg. Infatti nemmeno si comprende che il peccato originale non è di per sé l’ibridazione, ma la superbia di Adamo. Quest’ultima assolutamente possibile anche senza l’ibridazione. Dunque l’ibridazione fu permessa da Dio per renderci tutti deficienti e privi di colpe? 😕 Nessuno sosterebbe una tale idiozia, eppure sembrerebbe di no… qualcuno arriva a questo!

E il principio di non contraddizione?

Il concetto di “male necessario” viene già introdotto nel primo capitolo, utilizzando il concetto di “libertà”, la quale secondo l’autore è vera solo se assoluta, riportando a volte anche autori e concetti che sono in contraddizione con il suo stesso pensiero, ad esempio cita Sant’Agostino il quale diceva che il male è “non essere”, non proprio ottimo per dire che in fondo il male ci offre la possibilità di essere veramente liberi e di fare il bene, o anche quando si cita il principio di non contraddizione, il quale presuppone che se una cosa è A non può essere B. Invece l’autore, pur citando questo concetto, riduce il “male” ad essere anche “bene”, ma non può essere così, perché per il principio di non contraddizione una mela o è una mela o non lo è, ed è impossibile che una cosa sia o non sia una cosa allo stesso tempo, questo principio vale per tutte le scienze.
“L’origine dell’uomo ibrido” riesce a far conciliare l’inconciliabile, come la scolastica medievale con i pensatori del calibro di Kant, fautore dell’idealismo che dichiara una sorta d’indipendenza dall’oggettivo, dal reale, quindi A può essere anche B.
In ogni caso, a prescindere da quale posizione teologica si possa maturare al riguardo, il libro “L’origine dell’uomo ibrido” risulta pesante per i troppi copia e incolla, che solo chi non ha mai affrontato la saggistica supererà, credendoli “necessari” per capire don Guido e/o l’ibridazione, quando in realtà altre opere, come “Peccato Originale e Genetica” presente su Youtube, senza scomodare ex preti, eretici, esoteristi e relativisti, ma solo riportando, laddove necessario, i padri della Chiesa e della scienza, offre una spiegazione esaustiva, semplice e teologicamente corretta.

Conclusione

“L’origine dell’uomo ibrido” è un libro sufficientemente ben scritto per quanto riguarda la parte dell’ibridazione dell’uomo, offrendo anche notevoli spunti di riflessione, ma risulta poco godibile per le troppe citazioni, disseminate ovunque, che danno una percezione di un libro “taglia e incolla”, un prendere parti di altri autori che apparentemente possono dare una certa credibilità al saggio e che delle volte, come citando Vito Mancuso un ex-prete, sono addirittura in antitesi rispetto la dottrina del peccato originale.
Lo stesso dicasi di Haag e altri teologi citati, tutti molto lontani dal pensiero della Chiesa. Tale scelta è forse legata alle idee moderniste sposate dal libro, ma che nulla hanno a che fare con don Guido Bortoluzzi? La risposta appare chiara: si cerca di fare aderire la scoperta dell’ibridazione del genere umano con errori teologici e filosofici da sempre condannati dalla Chiesa.
Infine – e non meno importante dal punto di vista della fede cristiana – risulta un libro piatto, senza trascendente e privo di mistica. Nella parte finale del testo, lo ripetiamo, si lascia intendere che in fondo basta guardarsi con occhi diversi. Ossia, se siamo ibridi la salvezza è garantita per tutti? Secondo Di Luciano parrebbe di sì…
28 agosto 2017

Informazioni sull'autore

Alex Pac

Alessandro Pacifico Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi grazie a don Guido Bortoluzzi, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. La mia passione per la scrittura e la sceneggiatura comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.


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